ASSOCIAZIONE TAU ONLUS - Perchè un bambino è un bambino!

OBIETTIVI e METODOLOGIA OPERATIVA

OBIETTIVI

La complessità delle storie che entrano in Comunità pone l’esigenza di focalizzare l’azione su tre elementi fondamentali e imprescindibili l’uno dall’altro: il minore con la sua disabilità e il suo progetto di vita, la famiglia con le sue difficoltà e paure, il territorio con la sua funzione capofila del progetto in essere

  1. Obiettivi sul minore disabile:
  • porre il focus sulla complessità dei bisogni più che sulla patologia, con l’obiettivo di far diventare la “complessità” un elemento della “normalità del quotidiano” ed evidenziare in questo modo il minore che esiste nonostante la malattia;
  • dare una risposta mirata ai bisogni del minore che, al di là della disabilità, esiste come Persona con i suoi diritti fondamentali quali vivere in una casa, con relazioni stabili e durature, adeguatamente accudito nei suoi bisogni socio-educativi, assistenziali e sanitari ed inserito in un contesto sociale ricettivo;
  • garantire un intervento tempestivo prima che le condizioni generali del minore possano aggravarsi, consolidarsi o causare ulteriori difficoltà dovute più all’assenza di un contesto vitalizzante che all’evoluzione della patologia;
  • garantire un’azione multi professionale (attingendo alle risorse pubbliche e private del territorio) che diventa unità di intenti e interdipendenza di interventi;
  • presa in carico del minore nella sua globalità in un’integrazione di competenze, risorse e ambiti professionali diversi con un’ottica di complementarità tra la dimensione pedagogica e quella sanitaria, senza che l’approccio educativo ridimensioni quello clinico e viceversa.
  1. Obiettivo su/con la famiglia:
  • Accompagnamento, vicinanza, sostegno, coaching alla famiglia del minore con disabilità nelle varie fasi di attivazione del progetto individuato per il medesimo, anche attraverso l’apprendimento di tutte le azioni (assistenziali, sanitarie, di cura) necessarie alla presa in carico del proprio figlio disabile in vista di un auspicato rientro al domicilio.
  1. Obiettivo con la rete territoriale:
  • lavoro di creazione e mantenimento della rete (formale e non) per rispondere in modo efficace, efficiente e in sinergia ai bisogni espressi dalla famiglia e dal minore con disabilità.

 

METODOLOGIA OPERATIVA

La Comunità Socio Sanitaria TAU si qualifica secondo la filosofia della valorizzazione della persona disabile, intervenendo per il suo benessere psico-fisico, sociale, educativo, sanitario. Il suo impegno si concretizza in un lavoro sia a favore della dimensione familiare che di quella della rete dei Servizi che concorrono alla cura e alla soddisfazione dei bisogni del minore disabile.

La Struttura si configura come luogo di passaggio, supplisce temporaneamente alla famiglia di origine (quando è presente), non ne prende il posto, ma anzi favorisce il riavvicinamento e il reinserimento del minore con disabilità in essa, attraverso un lavoro di coaching, di accompagnamento, di fidelizzazione.

La metodologia operativa si fonda su due elementi fondamentali:

  • la quotidianità: rappresenta il setting privilegiato dell’intervento assistenziale, di cura ed educativo in cui il minore disabile è protagonista;
  • il territorio: la Comunità ha la consapevolezza di rappresentare una risorsa all’interno di una rete complementare di Servizi, capace, proprio per la sua interazione con essi, di offrire a minori accolti, risposte adeguate e mirate ai loro bisogni. Consapevole di ciò, la Comunità Socio Sanitaria TAU assume il ruolo di risorsa sociale della collettività in cui opera in una sorta di “rete di reti” costituita da tutti gli attori che ruotano attorno al minore con disabilità.

In virtù del suo principale obiettivo, si raccorda con le risorse formali e informali presenti sul territorio (Istituzioni scolastiche, Servizi Socio Sanitari, Associazionismo, ecc.) assumendo il compito di verificare i livelli di accessibilità e la qualità del servizio offerto e di favorirne il coinvolgimento in progetti specifici e significativi per il minore ospite volti al suo benessere.

Questa metodica accompagna l’iter di inserimento e di permanenza in Struttura del minore nel corso delle seguenti fasi:

  • osservazione e conoscenza del minore: iniziale ed in itinere;
  • definizione del bisogno e progettazione: apertura Fascicolo Socio Assistenziale e Sanitario (FaSAS) e definizione Progetto Individuale;
  • intervento: realizzazione di quanto previsto nel Progetto Individuale;
  • verifica: monitoraggio, valutazione degli interventi avviati, dei risultati ottenuti e di altri risultati connessi;
  • accompagnamento finale: percorso volto ad accompagnare il minore con disabilità nella fase di reinserimento in famiglia sia essa d’origine, affidataria o adottiva o altra Struttura comunitaria ritenuta più adatta.

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